Le prime apparizioni del cross si sono avute in Inghilterra con gare chiamate "scrambles" derivate dal trial, anch'esso molto popolare in Gran Bretagna. La prima gara di scramble di cui ci è pervenuta notizia si tenne a Camberley, nel Surrey nel 1924. I motociclisti europei importarono sul continente questo tipo di gare, apportando modifiche come l'accorciamento della pista e l'aumento del numero di giri oltre all'aggiunta di alcuni ostacoli artificiali come i salti. Durante gli anni trenta questo sport crebbe in popolarità, soprattutto in Inghilterra dove team ufficiali come quelli della BSA, Norton, Matchless, Rudge, e AJS si sfidavano nelle gare. Le moto da sterrato di quell'epoca differivano poco da quelle utilizzate per l'impiego stradale. Le competizioni furono notevolmente utili per l' evoluzione tecnica dei motocicli. Nei primi anni trenta i telai rigidi lasciarono posto alle sospensioni, il forcellone posteriore fece la sua comparsa nei primi anni cinquanta. Il periodo dopoguerra fu dominato dalla BSA che era diventata la più grande azienda produttrice di motocicli del mondo. I piloti BSA dominarono le competizioni internazionali degli anni cinquanta. Nel 1952 la FIM, l'organo di governo del motociclismo internazionale creò un campionato individuale europeo di categoria 500 cm³, questo campionato dal 1957 divenne campionato del mondo. Nel 1962 alla "500" venne affiancata una seconda categoria di 250 cm³. Nel 1962 venne creato il campionato mondiale 250 cm³. In questo contesto divennero famose alcune aziende che equipaggiavano le loro motociclette con motori a due tempi, infatti aziende come la svedese Husqvarna, la cecoslovacca CZ e la britannica Greeves divennero popolari per la leggerezza dei loro prodotti. Durante gli anni sessanta i progressi nel campo dei motori due tempi fece si che i più pesanti motori quattro tempi fossero relegati in competizioni separate. Piloti provenienti dal Belgio e dalla Svezia cominciarono a dominare nel cross in questo periodo. Durante gli ultimi anni sessanta le aziende giapponesi cominciarono a lottare con le più blasonate aziende europee per la supremazia in questo sport. La nipponica Suzuki vinse il primo campionato del mondo della 250 nell'anno 1970, il primo campionato che andava a finire nel palmares di un'azienda del sol levante alla voce "motocross". Nel 1975 fu affiancato alla 250 e alla 500 anche la classe con motori da un quarto di litro. Il motocross cominciò a crescere di popolarità negli Stati Uniti. I piloti europei continuarono a dominare in tutti anni gli anni settanta, tuttavia negli anni ottanta cominciarono a fare la loro comparsa sulla scena internazionale e a vincere dei piloti statunitensi. Durante i primi anni ottanta le aziende giapponesi furono promotrici di un vero e proprio "boom tecnologico". Le tipiche moto due tempi raffreddate ad aria con i biammortizzatori sul posteriore furono sostituiti dalle moto raffreddate a liquido con il monoammortizzatore. Durante gli anni novanta le sempre più restrittive norme riguardo le moto a miscela costrinsero le aziende a sviluppare delle moto con motore 4 tempi. All'inizio del nuovo millennio tutte le maggiori aziende cominciarono a gareggiare con delle moto 4 tempi. I marchi europei, come Husqvarna, Husaberg e KTM tornarono nuovamente al titolo iridato vincendo con delle moto 4 tempi. Recentemente si sono formate delle nuove branche di questo sport come il Supercross, l'Arenacross, il Freestyle in cui vengono valutate le acrobazie dei piloti e il Supermotard, molto popolare ora, in cui le moto da sterrato, gommate da strada e con gli adeguati accorgimenti tecnici gareggiano nei kartodromi. Inoltre sono diventate popolari anche le gare "vintage" in cui solitamente corrono le moto antecedenti al 1975. Il motocross dopo il 2004 Il 2004 ha segnato l' inizio della fine per i motori a due tempi. Da quando sono stati introdotti i moltiplicatori di cilindrata nei 3 campionati, permettendo a moto 4T di correre contro moto 2T di cilindrata inferiore, addirittura metà, nel caso della MX2, i 2T non sono più riusciti a tenere il passo delle rivali a 4T, tant'è che sempre più raramente se ne vedono in gara. Fino al 2007 tutte le aziende hanno mantenuto in listino i loro modelli 2T storici (85, 125 e 250) anche se le 4 aziende giapponesi che detengono gran parte del mercato, aggiornano sempre più raramente i loro modelli a miscela, ritenendoli assolutamente non competitivi e dedicando energie e fondi all'evoluzione dei motori 4 tempi. Lo stile di guida dei piloti da quando corrono con le 4T è cambiato. Di sicuro le 4T, con la loro grande coppia sin dai più bassi regimi consente di recuperare rapidamente da eventuali errori, senza perdere secondi preziosi, oltretutto, non bruciando olio come i 2T, inquina meno. I 4T però non hanno solo lati positivi, sono anche molto più rumorosi, più costosi e più pesanti, la manutenzione è molto costosa e deve essere effettuata molto spesso, visto la delicatezza del motore. Come contro c'è anche la curva d'erogazione, se da un lato consente di avere una grande spinta sin dai bassi, allungando l' arco d'utilizzo del motore, dall'altro lato, nella MX1 (quindi 450cc), "strappa" le braccia ai piloti, affaticandoli oltremisura, tant'è che nel corso del 2007 si era parlato di una possibile riduzione di cilindrata, sino a 400 o 350cc, nella classe maggiore, per ovviare a questo problema, aumentando così tra l' altro il numero dei piloti in grado di competere e la sicurezza. 150 4T e 144 2T Come in ogni sport, anche nel motocross ci sono in ballo enormi interessi economici. Nel 2007 la casa nipponica Honda presentò, dopo aver fatto pressioni sulle federazioni FIM e AMA per ottenere una modifica dei regolamenti che consentisse a delle 150 4T di gareggiare contro le 85 2T (prima potevano correre in quella categoria le 125 4T, tra l' altro mai prodotte), la sua piccola CR-F 150R, una minicross di sicuro più potente delle 85 2T, visto il moltiplicatore di cilindrata, poco meno del doppio. La Honda con questa mossa in pratica si è assicurata una grande fetta del mercato minicross, vista l'assoluta competitività del mezzo, ledendo gli interessi degli altri produttori KTM Kawasaki, Yamaha, Suzuki e TM Racing, che oltre a non essere riusciti a produrre una 150 4T per il 2007, non hanno presentato modelli di questo genere nemmeno per il 2008. L'austriaca KTM ha risposto quindi facendo pressioni e quindi ottenendo la possibilità di correre nella MX2 (solo nei campionati minori, ossia Europeo e AMA Amateur, tra l'altro con regolamenti confusi e diversi) per le 144 2T, preparando un modello specifico per alcuni piloti del campionato europeo. La prima azienda a presentare al pubblico un 144 2T è stata TM Racing nel 2007, poi KTM ha inserito la sua SX 144 nel listino dei model year 2008, già disponibili da luglio 2007. Per ottenere reali vantaggi dall'aumento di cilindrata di 19 cm3 è stato necessario, per ambo le case che fin ora hanno presentato i loro modelli, riprogettare il motore, aumentando non solo l' alesaggio ma anche la corsa e riprogettando alcuni organi in funzione di ciò. I 144 rispetto ai modelli 125 hanno un marcato miglioramento a livello di coppia lungo tutto l' arco d'utilizzo del motore, tuttavia rimangono ancora inferiori alle moto contro cui si devono battere, ossia le 250 4T. Ci si chiede da più parti quanto convenga tutto ciò, ossia impegnarsi su una cilindrata "esotica" che spazzerebbe via i preesistenti 125, che tra l' altro sono la base di molti modelli poi omologati per l'utilizzo a 16 anni e comunque non riuscirà mai ad essere alla pari delle quarto di litro quattro tempi, i quali sono munite di sistemi d'alimentazione decisamente migliori al classico carburatore meccanico, infatti queste sono munite o con carburatori elettronici o con gli iniettori. Le competizioni più importanti Vi sono 2 federazioni dominanti sullo scenario mondiale del cross: FIM (Federazione internazionale del motociclismo) e AMA (Associazione motociclistica americana). Il campionato AMA comincia a maggio e termina a settembre e consiste in 12 prove nelle 12 maggiori piste degli USA. Ogni evento si tiene nei sabati consecutivi. Ci sono 2 categorie:"Motocross" e "Motocross Lites", ognuna delle quali è formata da 2 manches di 30 minuti + 2 giri e ogni categoria impiega la pista per circa 2 ore. Il campionato del mondo si tiene prevalentemente in europa, con alcune trasferte in Sudafrica, Brasile e Giappone. Il formato è simile a quello AMA ovvero 2 classi, MX1 ed MX2 con 2 manches per ogni categoria, tuttavia il mondiale è più lungo, infatti solitamente ha 16 o più gran premi. Solitamente al termine del 2 campionati AMA e FIM si tiene il "motocross delle nazioni". In questo particolare tipo di gara si corre a squadre, ogni pilota quindi corre per la propria nazione. Ogni nazione porta 3 piloti, nel motocross delle nazioni del 2006 l' Italia ha schierato Tony Cairoli, David Philippaerts e Cristian Beggi. Vi sono 3 categorie (MX1, MX2 e Open), 3 manches e ogni pilota corre 2 volte, infatti i piloti corrono manches miste: MX1-MX2, MX1-Open e MX2-Open. Tratto da Wikipedia
Tratto da Wikipedia